"Lo hai letto? Me lo consigli?"
"Straconsiglio. Ma cosa aspettavi a leggerlo? Mica sarai come tutti quei pattoni che lo hanno letto dopo che il film lo ha reso trendy? Bello, veramente, leggilo. Vale la pena. È un libro essenziale, nel senso di senza compromessi.."
Ma potevo io, dopo una tale recensione, non leggerlo?
Eppure ero dubbiosa.
Perchè ne avevo anche sentito parlare male, come di un libro troppo crudo, volgare, gratuito.
E avevo paura.
Paura che qualcosa che era piaciuto così tanto a lui finisse col non piacere a me.
Come se questo volesse dire chissà che cosa.
Gli ho detto che mi fidavo di lui. Ma non era del tutto vero.
Gli ho detto che non mi ha mai deluso. E lui forse avrà pensato "No, con i libri no.."
E invece eccomi qui, con ancora i brividi addosso.
Forse è un libro che o si odia o si ama.
Io l'ho amato, fin dalle prime pagine.
E fino all'ultima.
L'ho letto quasi senza prendere fiato.
Forse, come ho detto a lui, ci sono ricordi che chiudi in una scatola.
E li metti via, perchè la vita continua.
Poi basta un po' di carta, con delle macchie nere e una copertina verde.
Abbastanza potente da fartela ritirare fuori quella scatola.
E allora ci frughi dentro, per forza..tornano a girarti tra le dita i foglietti, le frasi, le sensazioni.
Escono emozioni così intense e devastanti da apparirti assolutamente e indiscutibilmente tue.
Non belle, non tranquillizzanti, ma tue.
E allora te le rivivi, le riprendi in mano, senti ancora quel sapore salato sulle labbra.
E ringrazi chi ti ha reso possibile vibrare ancora così.
Le scatole poi si richiudono.
Ci sono i piatti da lavare, le lenzuola da stirare e domani l'ufficio.
Ma quella scatola è lì, e non me la dimentico.
Così come quel filo sottile che parte da me e arriva fino a te, per poi tornare indietro.
E poi mi chiedono perchè ancora ti penso..
"Era una scena che già avevo visto, chissà dove, forse in un sogno. Avevo già vissuto quel momento, e forse lo avevo atteso. Avevamo quell'appuntamento. E mi sembrò di penetrare finalmente la mia vita. La paura del sangue che avevo da ragazzo, l'incisione, quell'attimo bianco in cui la carne già incisa non sanguina ancora...forse era lei. Lei era in quel taglio. Il sangue che temevo era il suo, così come avevo temuto il suo amore. Lei c'era già. Chi ti ama c'è sempre, Angela, c'è prima di conoscerti, c'è prima di te."
Onebrosforthepot batte Parmina 39,7° a 38,2°.
Questo qui è competitivo anche con la febbre.
Io però gioco il bonus tosse, mal di gola, raffreddore e dolori articolari.
Ha.
Alla fine è un pareggio..
Come diceva il buon vecchio e ormai celeberrimo D. quando sto male esaspero il tutto per strappare qualche coccola in più.
E si sa che lui ha sempre ragione.
In effetti credo di esserci riuscita anche oggi.
Pepe Carvalho è stato molto premuroso e mi ha tenuto compagnia quasi tutto il giorno.
Son cose.
Insomma..adesso sono un po' sul costipato andante.
Ma poi torno eh!
È una domenica mattina che sa di domenica mattina.
Con la lavatrice che va, il barattolo dello zucchero da riempire, il letto da fare, l'albero da riporre nello sgabuzzino.
Ci mancano solo due o tre tazze sul tavolo, il sole fuori e un lui sotto la doccia a cui chiedere cosa vuole per pranzo..
"Cosa mangiamo oggi amore?"
"..."
"COSA MANGIAMO OGGI AMORE???"
"Eh??"
"COSA MANGIAMO OGGI??"
"Dici a me???"
"NO, A TUO NONNO!!!"
"NON SENTO..SONO SOTTO LA DOCCIA!!!"
"AMORE, LO SO CHE SEI SOTTO LA DOCCIA! SIAMO IN DUE QUI, RICORDI? SE L'ACQUA SCORRE E IO SONO IN CUCINA..DAI..CHIUDI IL RUBINETTO MEZZO SECONDO!"
"EH???"
"Va in mona..per te pane e acqua..e guai se ti lamenti.."
"HAI DETTO QUALCOSA AMORE?"
"No amore no..Tanto ti becco quando esci!"
Magari aspetto a rifare il letto..
In perfetto stile D. ho scelto il nome per la mia lavatrice.
Perchè quando un oggetto ha un certo valore, simbolico diciamo, quando entra nella tua vita e ti rappresenta qualcosa, è giusto entrarci in confidenza fin dall'inizio.
Giovanna D'Arco.
La mia lavatrice si chiama Giovanna D'Arco.
La pulzella d'Orleans.
Un soprannome importante, conquistato sul campo, grazie al quarantotto che è riuscita a scatenare.
Sì, perchè uno magari non se lo immagina il pandemonio che può scatenare una lavatrice.
No, non tutte. La mia.
Il Signor G. non l'ha mica presa bene questa faccenda della lavatrice.
Soprattutto non ha preso bene il fatto che non me la sia fatta pagare da lui.
Che la sua bambina non è ancora pronta per essere indipendente. Andiamo..ha solo 30 anni!!!
Le discussioni avevano già colorito gran parte della settimana.
Gli avevo concesso giusto di venire ad installarmela.
Che il Signor G. è idraulico, mica sono scema.
Avevo anche minacciato di chiamare uno dei miei mille parenti idraulici, se lui avesse continuato a fare il polemico.
Lui, che è furbo come un topolino furbo, ha finto accondiscendenza, come se gli fosse passata, per poi esplodere ieri, giorno del ritiro + installazione.
E in men che non si dica mi sono trovata in mezzo al negozio pieno di gente a tenere a bada due omoni grandi, grossi e testoni.
Omone 1: il commesso magazziniere, che "lalavatricenonèarrivata-cisarebbequellainesposizione-masepagaunapiccoladifferenzapossodarlequellapiùpotente-cheguardacasohoinmagazzinoprontaeimballata".
Che secondo me per essere così cretini servono dei corsi.
Che ho girato due settimane, mi son fatta una cultura su lavatrici e centrifughe, ho scelto e ordinato e pagato quella...perdio mi dai quella!
Evidentemente ho la faccia da brava ragazza facilmente buggerabile. A Francesca Neri non gliel'avrebbe detto secondo me..
Omone 2: il Signor G., a cui non pareva vero di poter sostenere la scelta della lavatrice più potente, per cui avrebbe potutto pagare la differenza dando così il suo contributo alla non-indipendenza della figlia.
Mi è sembrato di tornare a quando facevo la maestra alla scuola materna. A dover fare la voce grossa per tenere a bada due bambini.
"Ho detto che prendo questa. E la faccenda è chiusa.."
"Sei la solita testona.."
Dio..dammi la forza..
Che lo sapevo che sarebbe stata una lunga giornata, che il Signor G. non si sarebbe arreso così facilmente, che c'era un prezzo da pagare per questa fetta d'indipendenza.
Ma la mia proverbiale pazienza ha pur sempre un limite.
E così, mentre la mia Gigina seguiva il furgoncino del Signor G., direzione Villa Parmachiara per installazione lavatrice,..cercavo di farmi passare il nervoso, di fare lunghi respiri profondi, di ritrovare la calma e la pazienza..e pensavo.
Pensavo che la mia lavatrice aveva scatenato una rivoluzione.
Pensavo che era come Giovanna D'Arco.
Pensavo che sembra impossibile un casino uguale per un elettrodomestico.
Pensavo che quella lavatrice è molto più di un semplice elettrodomestico.
Pensavo che infondo il Signor G. lo capisco.
Capisco la sua rabbia, per una figlia che, un passetto alla volta, ha sempre meno bisogno di lui.
Capisco che è il suo modo di reagire. Giusto o sbagliato che sia.
Capisco che prima o poi gli passerà.
"Scusa per prima.."
Gli è passata..
"Però sei una testona che se avessi preso l'altra..ci mettevo io la differenza e.."
Non gli è passata..
Va beh, una cosa alla volta..
Intanto Giovanna D'Arco ora fa la sua figura di elettrodomestico da incasso nella mia cucina.
Ed è bellissima.
E ieri sera ho fatto il primo bucato.
E mi sono davvero incantata davanti all'oblò come una picciona.
E ho scoperto una cosa fantastica: che adoro il profumo di bucato che resta sulle dita dopo aver steso i panni.
L'indipendenza ha un buon sapore..sì.
Spero solo di non essermela gufata da sola chiamandola Giovanna D'Arco.
Che una lavatrice in fiamme non dev'essere un bello spettacolo..
"..quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perchè la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici."
D. Pennac, Come un romanzo
Io, questo libro, lo devo a Baricco.
Che qualche anno fa, alla domenica sera (dopo Pressing con Vianello), si presentava su Rai 3 con il suo personale "Circolo Pickwick".
Parlava di libri.
E ne parlava così bene che ti faceva venire voglia di leggerli tutti.
E una sera parlò di Pennac e del suo ultimo libro "Come un romanzo".
E io il giorno dopo ero già da Feltrinelli.
E l'ho divorato in un pomeriggio.
Invece di studiare.
Che era l'anno della maturità.
(ma poi la maturità è andata bene lo stesso)
Ancora oggi è uno dei miei libri preferiti.
È il libro che ho regalato di più.
Quello più sottolineato.
(phffff..lo so..non è bello sottolineare i libri..)
L'altra sera mi è capitato di sfogliarlo, per cercare una frase. Quella citata sopra.
(sottolineare i libri..non sarà bello ma è utile, a volte)
E ieri l'ho sfogliato ancora.
E mi sono ricordata di quante emozioni mi ha dato quel libro.
Nella sua incredibile semplicità.
Mi piace per quello.
Perchè senza paroloni, senza storie complicate, ma con frasi semplici, dirette, ti svela un mondo.
E ti commuove.
E aver letto Pennac ha consolidato la mia preferenza per chi usa uno stile allo stesso tempo semplice ma emozionante.
Per le frasi sintetiche, che con due parole sanno fare discorsi lunghissimi.
Che in una frase condensano mille significati. E di questi mille un centinaio sono tuoi, non dello scrittore.
È tutto lì, zippato, in una riga.
E, tanto per intenderci, credo che nei testi del Signor Rossi ci sia la stessa magia.
Ecco perchè con gli scrittori sudamericani ci bisticcio.
Ecco perchè poi non mi riesce di finire Donna Flor e i suoi due mariti..
Ma arriverò anche lì.
Che mi dispiacerebbe perdermi qualcosa di altrettanto bello..
Non c'è storia.
Al gioco dei mimi la donne sono indiscutibilmente superiori.
Venerdì sera li abbiamo stracciati.
"Facciamo il gioco dei mimi dei film?"
Non so come mi è venuta.
Non era premeditata.
Non sapevo di essere così brava in questo gioco.
Mi ricordo che ci giocavo qualche anno fa. In una taverna.
Mi ricordo che mi ero sempre divertita molto.
Mi ricordo che era un appuntamento quasi fisso.
E che io, durante la settimana, sfogliavo TvSorrisi&Canzoni alla ricerca dei titoli più difficili.
E che alla domenica, regolarmente, non me ne ricordavo neanche uno.
Però l'altra sera è stata una vittoria schiacciante.
Che indovinare "Dogma" e "L'arpa birmana" non è mica da tutti.
E proporre "La stangata" e "Crimini e misfatti" agli avversari..sarà anche stato crudele..ma è roba da professioniste.
Li aspettiamo al varco per la rivincita.
Pèpè pèpèpèpè pèpè pèpèpèpè pèpè pèpèpèpè pèpèèèèèèè!!!
Stefanopz mi immagina tipo Samuela Sardo..
Gky sostiene che io sia un incrocio tra Franceschina Neri e Katharine Hepburn..

Qualcuno invece ha scomodato Sophie Marceau..
Metti che qualcuno ci crede..
Non è bello..

Che ve ne pare?
Lo so..lo so..
Vivo sola da un anno e passa ormai..
Era ora..lo so.
Meglio tardi che mai..
Ora potete chiamarmi.."la bella lavanderina"..
E scusatemi se è poco..