Punto uno
Venerdì sera sono andata ad una festa.
Una roba di trentenni nostalgici.
In realtà questa festa aveva una doppia faccia.
Una sala per le conversazioni tra giornalisti, gentebbbbène, politici e/o aspiranti tali.
Una per gli ubriachi che si sono scatenati al ritmo del revival anni '70.
Insomma, la faccia politica e quella idiota.
Io ero in quella idiota. A ballare UAIEMSIEI.
La coreografia è venuta benissimo. Applausi e ovazioni dal pubblico.
E pare che io e Amarilla , ballerine sul cubo, viste da sotto facessimo un certo effetto.
Pare.
Si dice.
Ci è stato riferito.
Io so che mi son divertita.
E il mio bros per questo mi toglierà il saluto.
Prima di uscire dal locale c'è stato anche il tempo per la frase della serata: "I giovani di oggi... non hanno mica le stesse cose che avevamo noi. Ma te li ricordi i cartoni animati? Erano educativi porca miseria. E le sigle? Le nostre sì, che erano sigle. Certi giri di basso in Capitanarloc".
E' ufficiale. Siamo vecchi.
Punto due
Sabato ho controllato il saldo del mio c/c.
Il vostro piange?
Il mio no.
Se disponesse di lacrime sarebbe già qualcosa.
In considerazione del fatto che questo mese mi aspettano al varco le spese condominiali (oltre ad affitto e bollette), mi è toccato promettermi di non fare più acquisti personali fino a febbraio, ma anche marzo.
Per fortuna, nonostante le premesse, ho praticamente già fatto tutti i regali.
Spesa archiviata.
Salta invece il cellulare nuovo.
Un vero peccato. Ma le mie sono le uniche tasche in cui mi piace mettere le mani e se sono vuote..beh...pazienza: l'indipendenza val bene un sacrificio.
L'unica cosa che posso fare è godere il più possibile il mio cappotto nuovo.
No, non vale.
L'ho preso prima di vedere l'estratto conto.
In rosso, ma con stile.
Punto tre
Questo non è un bivio.
Questo è "il" bivio.
Ieri ho passato il pomeriggio a spostare mobili.
Primo, inequivocabile segno della voglia che ho di mettere ordine nella mia vita.
E la mia casa ora mi piace un po' di più.
Siamo pronte per le cene natalizie.
I primi inviti sono già partiti.
E per entrare a piè pari nell'atmosfera natalizia che piace a me, ho preso una nuova calza, per rinnovare il rito degli anni passati*.
Solo che la calza di quest'anno è molto, molto più grande.
Invitati avvisati....
* Nel 2003-2004 ho appeso una calza da Befana nell'ingresso di casa mia. Chiunque passasse di lì nel periodo natalizio poteva lasciare qualcosa. Non necessariamente un regalo, ma qualcosa di suo, un segno del suo passaggio. Scopo del gioco: finite le feste svuotare la calza e ricordare, attraverso gli oggetti, tutte le persone e i momenti che mi avevano riempito il natale.