Detesto gli addi.
Devo averlo già scritto da qualche parte.
Detesto il concetto di addio, con la nostalgia ci bisticcio da una vita.
La mia mamma doveva farmi meno sensibile.
Detesto ancora di più quando gli adii si concretizzano.
G. è appena uscito dall'ufficio.
Domani parte per la Nuova Zelanda. Mi unisco al coro dei "Beato lui!!"
Dalle vacanze si torna..
Anche G. tornerà a gennaio; in ufficio invece non ci tornerà più.
G è il primo di noi due che lascia quel lavoro.
E tra poco toccherà a me.
Quando sei tu a partire è diverso.
Sono gli altri che rimangano lì, a fare i conti con la stessa vita e una persona in meno.
Chi parte sa dove va a finire, e sa che è diretto verso qualcosa di nuovo.
Per questo credo che quando saluterò io mi peserà un po' meno.
Ma questa sera mi è pesato tanto.
Mi pesa l'amarezza che sento per come le cose stanno degenerando e mi fa dannatamente incazzare che nessuno di loro se ne accorga.
Barricati dietro le loro folli certezze di "Capi", convinti che una quota aziendale sia sufficiente per poter dire di avere sempre ragione.
Intanto tutti se ne vanno..chi fisicamente chi no..
E loro restano lì a pensare che a sbagliare sono sempre gli altri.
Torno a casa e vedo la macchina del mio vicino di casa già carica e pronta per il trasloco..parte domani.
Due adii in una sera sono decisamente troppi.
La prossima settimana auguri finali aziendali prima delle vacanze..la fiera delle ipocrisie.
Non ce ne sarà uno che sarà contento di trovarsi lì, che sarà sincero nei suoi auguri.
Un bel modo di mandare a puttane lo spirito natalizio..
Credo che stasera accenderò il mio albero..per dire a chi passa che qui c'è ancora qualcuno che ci crede...
