Parmachiara

Introspettivamente parlando..
22/01/2004

E così domani varche...

E così domani varcherai la soglia dei trenta.
..
Sono sempre stata brava a metterti l'ansia eh? :-)
Verrai a casa mia una sera..e davanti ad un bicchiere di vino mi racconterai cosa vuol dire, come ci si sente.
Caro il mio compagno di viaggio, in un modo o nell'altro, anche in questa stazione ci siamo arrivati insieme.
Uguali e diversi, come in tutte le stazioni.
Un legame tra di noi che cambia sempre, pur restando fedele a se stesso.
Forse non è mai cambaito così tanto come in questi ultimi mesi.
E infatti ci troviamo ancora al punto di partenza :-)
"Lo vedi..siamo ancora insieme, non ci tradiamo più. Forse perchè sappiamo che non ci conviene o non ci va più.."

Un anticipo sul tuo regalo di compleanno..perchè per fare i bilanci, per capire dove si vuole arrivare, secondo me è importante sapere da dove si è partiti.

Ti voglio bene
:-*


"E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...

Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...

E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...

Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...

E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."


































postato da parmachiara alle ore 12:38 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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Commenti
#1   22 Gennaio 2004 - 14:21
 
:°°°)
utente anonimo

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