Qualche giorno fa mia nonna è finita in ospedale. Niente di grave, è già a casa.
Ma dopo gli ultimi avvenimenti sentire la parola "ospedale"..sentire un tono strano nella voce di uno dei miei genitori, di un'amica, mi mette una certa ansia. Credo giustificata.
Mi salva pensare "No, non può essere, per quest'anno ho già dato."
Già dato un cazzo.
Non credo che ci sia qualcuno che tenga il conto di quanti parenti hai perso. Nessuno che calcoli il rapporto numero/tempo. Altrimenti potrei pensare di stare tranquilla per qualche anno.
Sì..anche io penso spesso che a volte il destino gioca a secondi..gioca con i "se" e con i "ma". "Se quella volta fossi passata di lì 5 minuti prima".."Se avessi fatto un'altra strada".
E soprattutto..se quella macchina che ho trovato contromano in tangenziale (di ritorno da un funerale, tra l'altro) avesse fatto i 130 nella mia corsia..anzichè i 50 nell'altra..
Stanotte mi sono svegliata piangendo. Ho soganto D. in ospedale..e un sacco di gente che mi diceva..che per lui non c'era più niente da fare.
Mi sentivo mancare l'aria, come è già successo di recente. La disperazione di sentirsi impotenti.
E ballare con lui per l'ultima volta..baciarlo e abbracciarlo.
Poi svegliarsi e cercare di rimuovere tutto.
E pensare ai suoi discorsi di qualche anno fa, quando mi ha raccontato di aver fatto lo stesso sogno e mi diceva.."Non importa..in qualsiasi momento dovesse capitare.."Va bene, va bene così"..voglio che cantiate questa al mio funerale..perchè va bene così..sono contento così, che ho avuto solo cose belle.."
E oggi ho pensato che..non mi importa dove sia D. Fa lo stesso se è lontano, se non risponde alle mie mail, se a Roma passerà con Giuby tutto il tempo e mi rivolgerà a malapena la parola, in balìa di Vasco e dell'imbarazzo.
Voglio solo che stia bene, anche senza di me. Voglio che rompa i coglioni alla gente per ancora 1000 anni almeno, che sorrida tutti i giorni, che si goda la vita come solo lui sa fare.