A noi, DonnAvventura ci fa un baffo.
Altro che foreste amazzoniche, strade sterrate e animali feroci.
Tzè!
Noi abbiamo fatto di meglio.
O di peggio.
Dipende dai punti di vista.
Ma quando tutti i pronostici ci davano per spacciate, noi, anche questo concerto, ce lo siamo fatte sotto al palco.
Chi la dura la vince.
Ma passiamo la parola a Evalastrega., mia collega di ventura, che ci racconterà i momenti salienti della seratina di ieri..
Ammettiamolo: un po’ ce la siamo cercata, ma solo giusto un po’.
Ore 18:45. Nonostante avessi sentito ben 3 ( e dico 3) info-traffico che davano code al casello autostradale di Reggio Emilia, impavide, abbiamo pensato bene di infilarci comunque in autostrada
Perché noi siamo furbe, noi siamo fighe, noi vedrai che arriveremo quando tutto si sarà risolto.
Ore 19:45. Abbiamo impiegato esattamente 1 ora per fare un tragitto che solitamente si fa in un quarto d’ora.
Alla barriera un cartello scritto dal casellante a caratteri cubitali indica: VASCO DIREZIONE CETRO.
Ok, sembra una buona idea seguire questa indicazione, mettiamoci in fila con le altre 1000 macchine e formiamo il cordone.
Primo bivio: restiamo nel gruppo.
Secondo bivio: che bello stare tutti insieme trallalà…
Prima rotonda: ma no! Andiamo di qua che ho visto una cartello...
Perché noi siamo furbe, noi siamo fighe, noi vedrai che taglieremo tutto il traffico.
Finiamo in tangenziale. O meglio, finiamo nella tangenziale paralizzata.
Oh cazzo, oh merda, che sfiga! Dio no! Il concerto inizia alle 21!!!!!!
E dove diamine sarà il posto adesso??uuhhh…vedo dei fari…ci siamo!
Ore 20:35. Ormai in preda al panico cominciamo a cercare parcheggio.
Perché noi siamo furbe, noi siamo fighe, noi vedrai che un parcheggio lo facciamo saltar fuori sicuro!
Dobbiamo assolutamente inventarcene uno! Facile no?? Avessimo avuto dietro una bomboletta spray ce lo saremmo fatte da sole…ma così…
Gira, svolta, retro, inversione... No lì no, là non ci stai, il marciapiede è troppo alto…
Ore 20:50. Il terrore ci toglie il respiro. Finalmente riusciamo a scovare una parcheggio in un prato, dribbliamo il chiosco dei panini, superiamo il marciapiede, schiacciamo l’erba e schizziamo fuori dalla macchina come due ladre in fuga.
Abbozziamo una sorta di corsa che viene sostituita 50 mt dopo da una camminata a passo sostenuto, molto più idonea alle nostre inclinazioni sportive.
Raggiungiamo l’ingresso, la maratona continua, sorpassiamo tutti.
Ore 21:00. Arriviamo al controllo biglietti con la lingua che striscia per terra.
Entriamo. E dove cazzo è il palco??? Siamo talmente lontane e in una posizione infelice che non riusciamo a vedere NI E NT E.
Così non va! Non lo vogliamo ascoltare! Lo vogliamo vedere!
Così, manina nella manina cominciamo l’ennesimo cammino. Studiamo il percorso e ci mettiamo in viaggio. Arriviamo dall’altra parte del parco e costeggiamo tutta la folla. Ci fermiamo in un punto abbastanza carino, davanti ma laterale.
…Poi la musica. Le prime note. Vasco entra: il solito trionfo. Cominciamo a saltare.
Va beh, finisce la prima canzone e decidiamo di fare il colpaccio. Tentiamo l’impossibile: raggiungere l’ingresso dell’area riservata al BLASCO sotto al palco.
Perché noi siamo furbe, noi siamo fighe, noi vedrai che ce la faremo!!!!
Un sogno che si realizza. Un sogno che ha le vesti di un addetto alla sicurezza da cui mi precipito implorando di lasciarci entrare.
Ti prego ci fai entrare????....abbiamo il tesserinooo!!!
Ok siamo dentro.
Perché noi siamo furbe e fighe! E adesso è una certezza!!
NOTHING IS IMPOSSIBLE
Beh..ammettetelo, siamo toste.
Ci mancava solo il coltello stretto tra i denti.
Siamo fisicamente preparatissime allo sforzo fisico, abilissime nel gestire la tensione degli eventi, esperte parcheggiatrici e guidatrici senza paura, disposte a farci pestare a sangue per un posto sotto al palco, donne dalla milza instancabile, dalle gambe d'acciaio, preparate ad affrontare il traffico del rientro scovando strade alternative e deserte, capaci di sopportare stoicamente la fame, la sete, la ressa, il calo di zuccheri e lo stress da shopping - al - merchandising.
Insomma..roba da professioniste.
Quel posto sotto al palco ce lo siamo proprio meritate.
E, diciamolo, ne valeva la pena.
Una doccia con bagnoschiuma al gusto di zucchero filato è stata la degna conclusione della serata.
Noi..donne toste!
Un ringraziamento particolare alla E. che azzecca sempre dei regali splendidi, che brilla per gentilezza, disponibilità, dolcezza.
Che avere questa passione in comune è una gran fortuna.
Oh..ho un poster nuovo di pacca in casa. Vasco a San Siro, l'anno scorso.
Con il nostro striscione verde sullo sfondo.
Credo che dopo averlo appeso lo circonderò di lucine al neon intermittenti.
Si sa mai che qualcuno non lo noti.
