
Ormai l'ho capito: io son figlia della bassa.
No..va beh..subito a pensare male.
Sì, la signora E. è una tappetta (da chi avrei preso sennò?)..ma non intendevo quello.
Forse avrei fatto meglio a scrivere la Bassa, la Bassa Parmense.
Quella zona che parte più o meno da casa mia e arriva fino a Piacenza.
Che Piacenza è triste, ma prima di arrivare a Piacenza, prima di arrivare alla tristezza, c'è tutto il tempo per godersi la nebbia e il suo silenzio, la nebbia e il suo fascino.
(l'importante è fermarsi prima di arrivare a Piacenza).
E l'altra sera, tornando da una cena in un agriturismo, me la sono goduta tutta la bassa.
Appiccicata al finestrino della macchina, a guardar fuori, con gli occhi spalancati come solo un bambino, rapita, letteralmente, da questi paesaggi che son talmente belli da non sembrare veri.
Belli nel loro essere tutti uguali.
Perchè la bassa..la guardi.. e sembra sempre uguale a se stessa.
Però è bella perchè gli occhi non devono girare in tante direzioni.
La Bassa è tutta lì, sulla stessa linea dell'orizzonte.
Non ci son mica monti e colline e cose alte che ti portan via lo sguardo.
E' tutto lì..come una pellicola che scorre e che solo in apparenza non cambia.
In realtà cambia la nebbia.
Quella nebbia che sa di culatello, che ti sembra davvero di sentirne il profumo..
Cambiano gli alberi. Quando ci sono.
Che prima sono alti e stretti e poi bassi e tondi.
Cambiano le case.
Che poi sono case bellissime.
Vecchie che non fan vecchio ma tradizione.
Con il cortile, il porticato, l'aia, il trattore parcheggiato nella rimessa.
Che son case vissute, case che battono, che vivono.
E a mezzanotte, quando son passata io, tutte le finestre delle case sono spente.
Che c'è gente che lavora.
C'è gente che al mattino si alza alle 4 per andare nella stalla, per arare i campi.
Son contenta di vivere in un posto dove ancora, girando in macchina, ti trovi davanti queste cose qui.
Io chissà cosa avrei dato per essere con la persona giusta, con qualcuno che apprezza queste cose come me.
Io chissà cosa avrei dato per scendere dalla macchina, spegnere il motore, sederci in un campo, appoggiando le spalle ad un ballone di fieno e star lì..ad ascoltare la notte e la nebbia, insieme ad una bottiglia di Fortana a far da coperta.
Che farlo d'estate è bellissimo..ma secondo me..anche a novembre..c'ha il suo bel perchè..
