In perfetto stile D. ho scelto il nome per la mia lavatrice.
Perchè quando un oggetto ha un certo valore, simbolico diciamo, quando entra nella tua vita e ti rappresenta qualcosa, è giusto entrarci in confidenza fin dall'inizio.
Giovanna D'Arco.
La mia lavatrice si chiama Giovanna D'Arco.
La pulzella d'Orleans.
Un soprannome importante, conquistato sul campo, grazie al quarantotto che è riuscita a scatenare.
Sì, perchè uno magari non se lo immagina il pandemonio che può scatenare una lavatrice.
No, non tutte. La mia.
Il Signor G. non l'ha mica presa bene questa faccenda della lavatrice.
Soprattutto non ha preso bene il fatto che non me la sia fatta pagare da lui.
Che la sua bambina non è ancora pronta per essere indipendente. Andiamo..ha solo 30 anni!!!
Le discussioni avevano già colorito gran parte della settimana.
Gli avevo concesso giusto di venire ad installarmela.
Che il Signor G. è idraulico, mica sono scema.
Avevo anche minacciato di chiamare uno dei miei mille parenti idraulici, se lui avesse continuato a fare il polemico.
Lui, che è furbo come un topolino furbo, ha finto accondiscendenza, come se gli fosse passata, per poi esplodere ieri, giorno del ritiro + installazione.
E in men che non si dica mi sono trovata in mezzo al negozio pieno di gente a tenere a bada due omoni grandi, grossi e testoni.
Omone 1: il commesso magazziniere, che "lalavatricenonèarrivata-cisarebbequellainesposizione-masepagaunapiccoladifferenzapossodarlequellapiùpotente-cheguardacasohoinmagazzinoprontaeimballata".
Che secondo me per essere così cretini servono dei corsi.
Che ho girato due settimane, mi son fatta una cultura su lavatrici e centrifughe, ho scelto e ordinato e pagato quella...perdio mi dai quella!
Evidentemente ho la faccia da brava ragazza facilmente buggerabile. A Francesca Neri non gliel'avrebbe detto secondo me..
Omone 2: il Signor G., a cui non pareva vero di poter sostenere la scelta della lavatrice più potente, per cui avrebbe potutto pagare la differenza dando così il suo contributo alla non-indipendenza della figlia.
Mi è sembrato di tornare a quando facevo la maestra alla scuola materna. A dover fare la voce grossa per tenere a bada due bambini.
"Ho detto che prendo questa. E la faccenda è chiusa.."
"Sei la solita testona.."
Dio..dammi la forza..
Che lo sapevo che sarebbe stata una lunga giornata, che il Signor G. non si sarebbe arreso così facilmente, che c'era un prezzo da pagare per questa fetta d'indipendenza.
Ma la mia proverbiale pazienza ha pur sempre un limite.
E così, mentre la mia Gigina seguiva il furgoncino del Signor G., direzione Villa Parmachiara per installazione lavatrice,..cercavo di farmi passare il nervoso, di fare lunghi respiri profondi, di ritrovare la calma e la pazienza..e pensavo.
Pensavo che la mia lavatrice aveva scatenato una rivoluzione.
Pensavo che era come Giovanna D'Arco.
Pensavo che sembra impossibile un casino uguale per un elettrodomestico.
Pensavo che quella lavatrice è molto più di un semplice elettrodomestico.
Pensavo che infondo il Signor G. lo capisco.
Capisco la sua rabbia, per una figlia che, un passetto alla volta, ha sempre meno bisogno di lui.
Capisco che è il suo modo di reagire. Giusto o sbagliato che sia.
Capisco che prima o poi gli passerà.
"Scusa per prima.."
Gli è passata..
"Però sei una testona che se avessi preso l'altra..ci mettevo io la differenza e.."
Non gli è passata..
Va beh, una cosa alla volta..
Intanto Giovanna D'Arco ora fa la sua figura di elettrodomestico da incasso nella mia cucina.
Ed è bellissima.
E ieri sera ho fatto il primo bucato.
E mi sono davvero incantata davanti all'oblò come una picciona.
E ho scoperto una cosa fantastica: che adoro il profumo di bucato che resta sulle dita dopo aver steso i panni.
L'indipendenza ha un buon sapore..sì.
Spero solo di non essermela gufata da sola chiamandola Giovanna D'Arco.
Che una lavatrice in fiamme non dev'essere un bello spettacolo..
