A leggere questo post di Cofano mi è tornato in mente il mio asilo.
Il mio asilo aveva il nome di un compositore, che però non era Giuseppe Verdi.
E stava vicino ai giardinetti dei tossici.
Che ci andavo anche io al pomeriggio, ma preferivo lo scivolo.
C'è sempre un giardinetto vicino agli asili così, quando arrivano le mamme, i bambini possono tirare le gonne e frantumare le palle, fino ad esaurimento scorte, con la lagna "Ci fermiamo ai giardinetti ci fermiamo ai giardinetti ci fermiamo ai giardinetti?"
Ci si fermava tutti ai giardinetti.
Le mamme chiacchieravano tra loro, mentre noi ci arrampicavamo sulle costruzioni in ghisa, con in mano, spiaccicata, la merenda che le mamme avevano portato da casa.
Ai più fortunat la Kinder Briosssssss, agli sfigati la mela.
O la banana, quando andava peggio.
E quando tornavi a casa la sera avevi ancora l'odore sulle mani.
Non odore di merenda. No. Di ghisa.
L'odore tipico, però, dell'asilo era proprio quello di minestrone. E ogni volta che passo davanti ad un asilo lo sento, e lo riconosco.
E mi sono sempre chiesta perchè, negli asili in cui ho insegnato, invece, lo stesso odore non lo sentivo.
Che la ricetta del minestrone bene o male è quella..
A me dell'asilo piaceva il corso di nuoto.
A metà mattina ci veniva a prendere il pulmino.
Quello giallo con i sedili marroncini. Quello che sa di pulmino pulmino.
E ci portava alla piscina comunale. Mi ricordo l'odore di cloro e la cuffietta di gomma, che era obbligatoria, ma la detestavo perchè a metterla mi si tiravano tutti i capelli. E mai una volta che riuscissi ad infilarceli dentro tutti.
Il bello del corso di nuoto era che, al ritorno, chi era stato in piscina (perchè mica tutti i bambini erano così coraggiosi da andarci) si prendeva due razioni di pastasciutta. E anche l'ìodore di quella pastasciutta lì mi sembra di sentirlo ancora.
La mia carriera di nuotatrice si interruppe quella volta che la Signora E., apprensiva come la peggior mamma apprensiva, volle venire a controllare che la sua piccina non fosse in pericolo di vita, e io, genio, per farle uno scherzo feci finta di annegare.
Lei si fece prendere da una crisi isterica arrampicandosi sulle vetrate del corridoio, per poco non attaccò al muro l'istruttrice e la burlona in questione fu immediatamente ritirata dal corso.
Una volta se la prese parecchio anche con la maestra.
Fu quando io e la mia amichetta B., incuranti del pisolino pomeridiano dei nostri compagni, iniziammo a chiacchierare così tanto, ma così tanto, ma così tanto che alla povera docente non restò altro da fare che tapparci la bocca con un pezzo di scotch da pacco.
E poi ci mise a sedere nell'angolino.
A noi sembrò anche una cosa buffa.
La signora E e la mamma della mia amichetta B. non la presero altrettanto in ridere quando ci trovarono così conciate.
Cuore di mamma.. ovvero come scambiare due piccole iene in erba per poveri angioletti ingiustamente castigati.
L'importante fu che quella volta ne uscimmo pulite e santificate.
Dell'asilo non mi piaceva il formaggio, nel senso che non mi piaceva esser costretta a mangiarlo.
E infatti, fino a due anni fa non c'era verso di farmi annusare un latticino, neanche a distanza di sicurezza.
E non mi piaceva che perdevo un sacco di spilline. Quelle per fermare la frangetta. ne avevo di bellissime.
Ogni volta che ne mettevo una nuova, sistematicamente, tornavo a casa senza.
E non mi piaceva che per andare a giocare in cortile dovessi mettermi il fazzolettino in testa stile Heidi, che già allora la moda mi rimbalzava.
Mi ricordo i pennarelli, che non scrivevano mai, e il pongo che puzzava e si cementava sotto le unghie.
E le composizioni autunnali con le foglie del parco e i ricci di castagne.
E pare che all'asilo avessi preso anche i pidocchi. Ma io non me lo ricordo.. devo averlo rimosso..
Anzi..secondo me è una leggenda, come quella dell'Uomo Nero.. "Mangia i broccoli che se no ti vengono i pidocchi..!"
Ottimo deterrente. Io adoro i broccoli.
