Quando, da piccola, la Sig. ra E. mi portava dal pediatra, sapevo che se avessi "fatto la brava" mi sarei meritata un regalino. E mi andava sempre di lusso, che sotto all'ambulatorio c'era un enorme negozio di giocattoli.
Ecco, oggi mi sento un po' così..
Come una bambina che ha fatto "la brava", che è stata coraggiosa al momento giusto, e ha avuto in cambio un regalo.
Possso riassumere così quest'ultima settimana.
Il 23 aprile è passato, come doveva passare.
E non è stata una passeggiata.
Anche perchè è come se l'avessi vissuto due volte.
Che a lavorare in un quotidiano vivi tutto con un giorno d'anticipo.
E già al venerdì avevo davanti il giornale del sabato.
E la collega della scrivania a fianco stava giusto giusto preparando la pagina dei necrologi.
Così ho avuto due giorni di tempo per pensarci, a dov'ero un anno fa.
E come un anno fa la tentazione di anestetizzarmi è stata forte, di spegnere tutto, ogni terminazione emotiva, e saltare la giornata a piè pari.
E come un anno fa..non mi è riuscito.
Perchè quella stramaledetta emotività che mi fa amare così tanto, con la stessa intensità mi fa sentire quanto è dififcile accettare di aver perso qualcuno.
E mi tocca, non c'è niente da fare.
E per fortuna quello che avevo dentro è venuto fuori, invece di restare nella gola, pronto a soffocarmi al più piccolo movimento.
E nessuno mi ha detto che sarebbe stato facile farlo uscire. Nessuno mi ha detto che sarebbe stato indolore.
Semplicemente è stato giusto così.
L'ho lasciato uscire, insieme all'angoscia di 15 giorni..e ha fatto male, sì..ma è stata una liberazione.
Perchè così doveva andare.
Così, sabato, ho potuto sfogliare il giornale e andare all'ultima pagina, con il cuore un po' più leggero.
Poi..sono scesa dal giocattolaio per scegliere il regalo più bello.
E questa volta ho e-sa-ge-ra-to!
Un quadro nuovo, tutto mio, dedicato a me.
Un foglio, distrattamente attaccato con un pezzo di scotch, al vetro dell'ufficio, su cui è scritto il mio nome. Che è come una piccola promozione, un segno di stima, di fiducia, un riconoscimento.
Lui che è arrivato a sorpresa in ufficio..e mi ha detto un sacco di cose carine..
Un nuovo..bellissimo..parrucchiere..Bello. Ma bello bello bello. E non è neanche boliccio.
Un nuovo taglio che, qualcuno ha detto: "Ti fa più donna.."
Un fratello vecchio, nel senso che è quello di sempre. E mi sa che è proprio questo il bello.
Le smorfie di Martina, quando oggi me la sono trovata tra le braccia.
Mi piace pensare che questi due giorni pieni zeppi di cose belle siano stati un premio.
E che me li sono meritati.
Ha.
