Mi piacciono un bel po' i fuochi d'artificio. Per qualche secondo, l'altra sera, sono stata tentata di cercare di capire com'è che della polvere pirica (perchè c'è dentro della polvere pirica..vero?) riesca ad andare da una parte piuttosto che dall'altra, come possa da sola decidere di fare una curva oppure di correre stile spermatozoo. Poi, complice la Fortana, mi son goduta i fuochi. E basta.
Ci son delle ferite, che non c'è niente da fare. Anche dopo anni. Cicatrici che neanche il miglior chirurgo plastico saprebbe toglierti. E un po' questa cosa mi sta sulle palle.
Come succede per i romanzi, i film, la musica, i classici. Che li scrivono prima ma poi, come si dice, "sono sempre attuali". La tua lettera Zazà è un classico. Perchè son passati quattro anni, l'ho riletta un centinaio di volte ma continua a farmi l'effetto di sempre. E quello che mi scrissi vale oggi come allora. E sapere che certe cose non sono cambiate, per una volta, non fa un brutto effetto.
Insalatine, panca per gli addominali, creme snellenti, fermenti lattici e thè verde. Quelle manigliedellammmmòre devono sparire. Se non ci riesco questa volta, ve lo dico, io ci rinuncio.
In genere detesto i sogni monotematici. Da un paio di mesi sogno sempre le stesse cose. Eh però a volte è davvero piacevole...