Io non lo so se un viaggio ci può cambiare dentro.
In tutta sincerità non ci ho mai creduto tanto a queste cose.
Forse perchè non mi è mai successo.
E non so neanche dire se mi sia successo questa volta.
Certo è che Barcellona me la sono proprio respirata tutta.
Dai profumi del mercato all'odore delle fogne.
Che detta così è poco poetica..ma..andate oltre..
Io, i colori di quel mercato lì, non me li scorderò mica tanto presto, così come il gusto del melone bianco a colazione.
Dopo una settimana così, dopo che ho sentito lettaralmente "il sangue eletrizzarsi nelle vene e vibrare" a ritmo del flamenco, dopo che una piazzetta e una risata in lontananza sono riuscite a farmi commuovere, dopo che una dose massiccia di assenzio mi ha tolto (santi numi!!!!) completamente la ragione per più di tre ore..come faccio io a dire di non essere cambiata?
Forse non è stato solo il viaggio.
Forse è il periodo.
Ultimamente sono a rischio contagio: le difese immunitarie si abbassano e gli stimoli esterni aumentano.
Quindi, quando arrivano, arrivano allo stomaco.
E io mi ritrovo a bocca aperta davanti al mondo.
E di tutte le cose che vedo alcune fanno bene, altre un po' meno.
Qualcuno dirà che vale sempre e comunque la pena.
Che è questo che poi, alla fine, vuol dire vivere.
E magari ci arriverò anche io a dirlo.
Per ora tra gli effetti collaterali c'è che faccio sogni strani.
Molto strani.
Tipo?
Topi volanti..
Roba da matti..lo so..