Ci sono delle volte che vorrei non piovesse.
Ci sono delle volte che vorrei tornare a casa e non dover risistemare il cuscino del divano, che vorrei avere il tempo di portare la gatta dal veterinario, di fare una lavatrice senza doverlo programmare con una settimana di anticipo.
Ci sono delle volte che vorrei non dover affrontare certe situazioni complicate, che phhffff... vorrei solo partire, lasciarmi tutto alle spalle e tornare quando tutto è già risolto.
Ci sono delle volte che "non c'è soluzione".
E adesso prova tu a convincermi del contrario.
Ci sono delle volte che torno a casa e... niente cena, niente luce, solo gli occhi lucidi.
Ci sono delle volte che mi sembra di aver lavorato un sacco e invece alla fine (sembra che) non ho fatto niente.
Ci sono delle volte che "non ti va mai bene niente".
Ci sono delle volte che "sei un vero fallimento".
Ci sono delle volte che me la prendo con quelli che se non stai male non son contenti e poi invece io son fatta uguale.
Ci sono delle volte che sarebbe molto più semplice essere una di quelle persone che si guardano allo specchio solo per vedere se i capelli sono in perfetto ordine.
Ma poi che gusto ci sarebbe?
Ci sono delle ferite che non so neanche dove stanno di casa, ma so che bruciano.
Quelle volte lì non c'è una cazzo di persona che sia una, che mi venga voglia di chiamare, di sentire.
Anzi no, a dire il vero una c'è.
Ovviamente l'unica che non posso chiamare.
Ci sono delle volte che fondotinta e mascara diventano un'unica poltiglia umidiccia e penso "Faran reazione così combinate?"
Ci sono delle volte in cui mi chiedo dov'è che voglio andare. E mi rispondo "Guarda che è dall'altra parte".
Ci sono delle volte che la mia vita mi sembra un lunghissimo post it, con una lista interminabile di cose da fare. Pesante...
Quelle volte lì me la prendo con la gatta.
Serve?
Ma no.
Anzi, mi sento pure peggio di prima.
E chiederle scusa non mi fa sentire meno vigliacca.
Ci sono delle volte che le mie scarpe tacco 10 si trasformano in elicotteri.
Ci sono delle volte che neanche il tango.
Eh già...
E non ci dormo la notte.
E al mattino tutto si è sgonfiato.
Tranne gli occhi ovvimente.
Non succede nulla.
Quella che doveva essere una tragedia sparisce in cinque secondi di frase.
"Ma di cosa avevi paura?"
Io però, un po', sono contenta che ci siano quelle volte lì.
Perchè fa allenamento.
Perchè tanto verrebbero fuori comunque.
Perchè a volte guardarmi dal basso vuol dire riuscire a recuperare la prospettiva.
Perchè ogni tanto i calci morali nel sedere fanno bene.
Almeno..a me fan bene.
Quando me li do da sola.
Che gli altri, magari, potrebbero risparmiarseli.
Salvo esplicita richiesta.
E poi non c'è storia..la Bibi che vedendomi triste, mi raggiunge sul divano, allunga la zampetta e miagolando mi accarezza il naso..val bene un pianto.
Ma anche cento.